Liberamente tratto dal libro

“La pesca gigante” di Roald Dahl.

I personaggi dei vari disegni sono stati realizzati in pongo.

                                          

Fino all’età di quattro anni, James Henry Trotter ebbe una vita felice. Viveva tranquillo con sua madre e suo padre in una bella casa sul mare. C’erano sempre molti bambini con cui giocare, la spiaggia di sabbia e l’oceano: una vita ideale per un bambino!

Un giorno i suoi genitori andarono a Londra per far spese e lì accadde una cosa terribile. Improvvisamente, in pieno giorno e in una strada affollata, furono divorati entrambi, da un enorme rinoceronte rabbioso che era fuggito dallo zoo.

James si ritrovò solo e spaurito in un vasto mondo ostile, la sua bella casa venne venduta e lui con  poche sue cose andò a vivere con zia Spugna e zia Stecco. Esse erano terribili, lo maltrattavano in continuazione e gli impedivano di vedere altri bambini.

Dopo tre anni di quell’inferno, una mattina  accadde una cosa strana: James piangeva solo e disperato in un angolo del giardino quando gli apparve un vecchio con un buffo vestito. Lo invitò ad avvicinarsi mostrandogli un sacchetto di carta e dicendogli che gli avrebbe fatto vedere una cosa meravigliosa.
Cosa c’è nel sacchetto? Chiese James e l’uomo rispose: “Mille lunghe viscide lingue di coccodrillo bollite venti giorni e venti notti insieme agli occhi di una lucertola nel teschio di una strega morta! Ci aggiungi le dita di una scimmia giovane, il ventriglio d’un maiale, il becco d’un pappagallo verde, il succo d’un porcospino e tre cucchiaiate di zucchero. Fai cuocere piano per un’altra settimana e poi lasci che la luna faccia il resto! Ecco, prendilo, è tuo. Versa il contenuto in una caraffa d’acqua, aggiungi dieci dei tuoi capelli e quando l’acqua sarà schiumata devi berla tutta d’un fiato. Vedrai, cominceranno a capitarti cose meravigliose e non sarai mai più disperato in vita tua.” James corse a perdifiato verso casa, ma inciampò e cadde lungo disteso con la faccia nell’erba proprio sotto il vecchio pesco, il sacchetto si era rovesciato e tutti i suoi preziosi tesori stavano affondando nel terreno, erano tutti persi!

Improvvisamente, sul pesco secco spuntò una pesca e continuò a crescere e a gonfiarsi a dismisura, fino a che toccò terra: era grande quanto una piccola casa. Le due zie pensarono di arricchirsi mostrando a pagamento il frutto straordinario.

La sera, quando tutti i visitatori se ne furono andati, James venne mandato fuori a ripulire il giardino. Si avvicinò alla pesca, vide un buco, incuriosito vi entrò, scoprì che era una galleria e la seguì.

Arrivato al nocciolo scoprì una porticina, la aprì e …Sorpresa! Con orrore si trovò faccia a faccia con enormi insetti: una vecchia cavalletta verde, un ragno, una coccinella, un millepiedi, un lombrico, un baco da seta e una lucciola. Con gioia capì che lo stavano aspettando e gli erano amici.

Il millepiedi rosicchiò il gambo che fissava la pesca al ramo, la pesca cominciò a rotolare, prima spiaccicò le due zie, poi proseguì sempre più velocemente dalla collina verso l’oceano attraversando strade, pascoli e giardini e travolgendo ogni cosa che le si parava davanti. Fino che si tuffò nell’acqua e galleggiò sulla superficie dell’oceano.

James e i suoi amici pensavano d’essere fuori pericolo, ma la pesca venne attaccata da numerosi squali. Il bambino pensò a lungo, poi decise di legare moltissimi gabbiani, al picciolo della pesca, con un filo di seta, usando il lombrico come esca. La signorina ragno e il baco da seta produssero filo in gran quantità. Al cinquecentoduesimo gabbiano,  improvvisamente, lentamente, maestosamente e con tutti i gabbiani che tendevano i fili verso l’alto, la pesca gigante si sollevò gocciolando dall’oceano e s’innalzò verso il cielo. In alto, fra le nuvole, videro delle strane cose filacciose: bianche creature che sembravano fatte di ovatta, zucchero filato e capelli bianchi, erano uomini nube.
Gli uomini nube cominciarono a bersagliarli a colpi di grandine che impastavano abilmente con le nuvole, alcuni erano grandi come palle di cannone. La pesca colpita spandeva succo e in lontananza vedevano un meraviglioso arcobaleno, sul quale camminavano migliaia di uomini nube che lo stavano dipingendo con grossi pennelli. All’improvviso si accorsero che lo avrebbero colpito al loro passaggio. Questo scatenò ancora più rabbia in quelle creature. Dopo un grande acquazzone tutto finì. All’alba videro da lontano le sagome di alti grattacieli, non sembrava l’Inghilterra… era New York. Il millepiedi cominciò a spezzare uno per volta i fili che legavano i gabbiani, pian piano la pesca perdeva quota e le strade e gli edifici si avvicinavano a vista d’occhio. Un grosso aereo sfrecciò rombando sopra le loro teste e tranciò in un sol colpo tutti i fili e la pesca precipitò verso terra come un sasso.

 

Nel frattempo gli abitanti di New York osservavano, pregando, quella che ritenevano la più grande bomba al mondo. Tutta la città trattenne il fiato per trenta secondi in attesa della fine. In un plof la pesca s’infilò in un enorme ago d’argento: era la guglia dell’Empire State Building, che a quel tempo era la costruzione più alta al mondo. Lo spavento lasciò il posto prima allo stupore e poi alla gioia e i nostri personaggi divennero degli eroi. La polpa della pesca venne mangiata da tutti, c’erano diecimila bambini e a James sembrò la cosa più fantastica che gli fosse mai capitata.

 

Era rimasto solo l’enorme nocciolo della pesca gigante, esso venne installato a Central Park, divenne un monumento, ma  anche l’abitazione di James. Egli ora aveva tutti gli amici e i giochi del mondo.